A che ora pubblicare su OnlyFans
Cerchi "orari migliori per pubblicare su OnlyFans" e trovi elenchi precisi: le 8, le 14, le 21. Quegli orari non sono inventati — sono medie — ma una media è la cosa meno utile che esista quando il tuo pubblico sta in un fuso orario solo.
La domanda giusta non è "a che ora si pubblica", è quando è sveglio chi mi paga.
Perché gli orari copiati non funzionano
Due account con lo stesso numero di iscritti possono avere pubblici opposti: uno tutto italiano che apre i messaggi la sera, uno per metà americano che li apre quando in Italia è notte fonda.
Pubblicare alle 21 italiane sul secondo account vuol dire arrivare quando metà dei paganti dorme. Il contenuto non sparisce, ma arriva in fondo alla fila di quello che vedono al risveglio, e la differenza sulle vendite è grossa.
I tre numeri che rispondono alla domanda
Non serve nessuno strumento: sono dati che il tuo account ha già.
Quando aprono i messaggi. Non quando ti seguono: quando aprono. È il numero che conta, perché dice quando sono davanti allo schermo con l'intenzione di leggerti.
Dopo quanto arriva il primo acquisto. Se pubblichi e il primo acquisto arriva dopo dieci minuti, hai colto il momento. Se arriva dopo sei ore, hai pubblicato mentre dormivano e stai vedendo l'effetto del risveglio.
In che giorni comprano. Quasi tutti gli account hanno due giorni forti e due deboli, e quasi mai coincidono con quelli che uno immagina.
Come si misura in un mese
Tieni fisso tutto tranne l'orario. Pubblica cose paragonabili in fasce diverse, e per ognuna segna quanto tempo passa prima del primo acquisto e quante aperture ci sono nelle prime due ore.
Dopo quattro settimane hai una fascia che vince sulle altre. Non è un'opinione ed è tua: non vale per nessun altro account.
Un avvertimento: non cambiare due cose insieme. Se sposti l'orario e cambi anche il tipo di contenuto, hai due variabili e nessuna risposta.
La frequenza conta più dell'orario
Se devi sbagliare, sbaglia l'orario. Il danno vero lo fa un altro errore: pubblicare tanto per due settimane e poi sparire per cinque giorni.
Su questa piattaforma il silenzio improvviso costa più della bassa frequenza, perché chi paga un abbonamento mensile e non vede niente per una settimana comincia a farsi la domanda che non vuoi che si faccia.
Meglio tre uscite a settimana tenute per sei mesi che una al giorno tenuta per venti giorni.
Perché decidere in anticipo cambia il risultato
Il vantaggio di un calendario non è l'ordine: è che smetti di decidere ogni sera cosa pubblicare. Le decisioni prese quando sei lucida sono migliori di quelle prese di corsa alle undici, e sono anche quelle che ti permettono di non saltare i giorni storti.
È il lavoro che facciamo nella pubblicazione strategica, e comincia sempre allo stesso modo: leggendo i tre numeri qui sopra sul tuo account, prima di proporre qualunque calendario.